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L’ORIENTAMENTO NELLA RIFORMA DEL SISTEMA SCOLASTICO              

Costruiamo insieme una rete per orientarsi e orientare

Sintesi dell’incontro del 16 maggio 2005

 

 

Il 16 maggio 2005 si è tenuto il quarto appuntamento con i referenti per l’orientamento delle Istituzioni Scolastiche  della Provincia di Grosseto.

 

            I lavori, articolatisi nell’arco della giornata, hanno previsto durante la mattina le relazioni del dott. Greco, dell’isp. Langella e del dott. Capone, mentre nel pomeriggio,

dopo un momento di sintesi e di rielaborazione condotto dalla dott. Morelli, si sono svolte le attività delle commissioni .

 

 

Da quanto emerso dagli interventi della mattina possiamo evidenziare le seguenti questioni fondanti:

 

Dott. GRECO

  Quale formazione per le generazioni future?

  Che cosa si intende per istruzione e formazione?

  Chi deve gestire il sistema della scuola pubblica?

È necessario costruire un sistema scolastico che possa rispondere alle esigenze della società: il nuovo sistema scolastico propone il canale dei licei– affidati alla gestione dello Stato – e quello dell’Istruzione e Formazione Professionale – affidato alle Regioni. Si prevedono due competenze differenziate tra Stato e Regione  che potrebbero portare allo “svuotamento” degli Istituti Professionali.

È chiaro che diventa essenziale un orientamento durante tutto l’arco della vita.

 

 

Isp. LANGELLA

Il quadro  italiano ha messo in evidenza alcune questioni:

        bassa percentuale di diplomati rispetto all’Europa

        bassa qualità del sistema di istruzione

Per risolvere  tali problemi di fondo il MIUR ha predisposto la Riforma del sistema scolastico:

        Legge 53/03 – Riforma Moratti,  “Delega al governo per la definizione delle norme generali sull’istruzione e dei livelli essenziali delle prestazioni in materia di istruzione e formazione professionale”;

        D. Lgs 59/04 “Definizione delle norme generali relative alla scuola dell’infanzia e al I ciclo di istruzione, ai sensi della L. 28 marzo 03 n.53”;

        D. Lgs 76/05 “Diritto – dovere all’istruzione e alla formazione ai sensi dell.art.2, comma 1, lettera c) della L. 53/03”, approvato il 15 aprile 2005

 

 

 

        D. Lgs 77/05 “Definizione delle norme generali relative all’alternanza scuola – lavoro  ai sensi dell.art4 della L. 53/03”, approvato il 15 aprile 2005

Il Decreto Legislativo relativo al secondo ciclo è ancora in forma di bozza e da questa  si possono ricavare alcune considerazioni:

        l’unitarietà del sistema di istruzione e formazione professionale;

        l’integrazione del sottosistema  dei licei con quello dell’istruzione e della formazione professionale.

È opportuno ricordare che:

        l’obbligo scolastico ha durata di otto anni;

        l’obbligo formativo è stato esteso fino a 18 anni, da effettuare dentro un percorso liceale o in un percorso di formazione professionale (IFP) o con l’apprendistato;

        l’evasione dall’obbligo formativo diventa giuridicamente sanzionabile.

 

 

Dott. CAPONE

In merito alla Riforma:

        difficoltà nel trovare linee di accordo tra sistema liceale e IFP;

        sperimentazione del canale IFP è stata effettuata in alcune regioni italiane all’interno degli  Istituti Professionali, in altre  nei Centri di Formazione professionale: la Conferenza Unificata Stato-Regioni ha conferito pari dignità ai due percorsi.

        il problema non è tanto di tipo organizzativo, ma di contenuto rispetto ai percorsi triennali di qualifica professionale:

-        che cosa si intende per qualifica professionale?

-        che cosa deve comprendere tale offerta formativa?

        la Conferenza Unificata Stato-Regioni è il luogo di mediazione istituzionale che ha elaborato e previsto tra l’altro:

-        il libretto formativo del cittadino;

-        le modalità di definizione dei crediti per passare da un canale di istruzione all’altro

-        la definizione dei profili professionali

 

In merito all’Orientamento:

        il MIUR ha istituito un Comitato per definire un sistema nazionale di orientamento nella scuola;

        il Ministero del Lavoro ha costruito un sistema nazionale per l’orientamento come quadro generale applicabile a tutti i livelli e per tutto l’arco della vita;

        i due sistemi condividono i principi generali;

        entro ottobre 2005 si prevede una Accordo in Conferenza Unificata relativo ad un quadro generale sull’Orientamento: quale diritto di orientamento ha il cittadino ?

 

 

 

  

Dai  lavori del pomeriggio sono emerse i seguenti elementi rilevanti:

 

Dott. MORELLI

        Quale ruolo e funzione del referente dell’orientamento dalla designazione, all’accettazione, all’esercizio del ruolo

        Dietro l’orientamento ci sono tutte le problematiche relative al sistema di istruzione

        Per favorire la competitività del nostro sistema di istruzione è fondamentale il ruolo dell’IFP: competenze conoscitive e professionali di “alta qualità”

        Quali competenze conoscitive: disciplinari, metacognitive, sociali, relazionali

        L’orientamento è anche dentro le discipline, ma i soli contenuti di una disciplina non possono essere orientativi

        La formazione, l’educazione, l’istruzione, l’orientamento riguardano “tutto l’arco della vita” e, pertanto l’EDA è un compito affidato a  tutte le istituzioni scolastiche

 

 

 

Gruppo provinciale dei referenti dell’orientamento scuola dell’infanzia – scuola primaria, sintesi della discussione

 

Il gruppo si è dato come compito una riflessione sulle modalità di documentazione dei lavori dello studente da conservare nel Portfolio.

Si concorda che il Portfolio non deve essere un contenitore di materiali non organizzato, ma che si individuino criteri di scelta dei materiali all’interno di un percorso che valorizzi le pratiche di ricerca e sviluppo e di cooperazione della famiglia.

Il criterio per la scelta del materiale deve seguire il parametro della significatività che, soprattutto per la scuola, testimoni tappe importanti del processo formativo di ogni alunno.

La famiglia può segnalare prodotti anche non scolastici che ritiene possano arricchire il Portfolio del proprio figlio. Anche in questo caso, la scuola deve acquisire dalla famiglia le motivazioni di quella scelta.

La quantità dei documenti può costituire un problema per la gestione del Portfolio: la conservazione può riguardare l’arco di tempo di un anno scolastico alla fine del quale gli elaborati passano alla famiglia e la scuola trattiene una scheda in cui sono riportate le caratteristiche della documentazione( tipologia, tempi, valenze formative…)

Emerge la necessità di una continuità con la scuola secondaria di I grado, perché la funzione del portfolio può risultare preziosa proprio nei momenti di transizione tra le scuole di grado diverso.

Questo aspetto sarà affrontato nel prossimo anno scolastico.

L’intervento del coordinatore del gruppo provinciale dell’orientamento dott.ssa Morelli, tende a rafforzare l’importanza della mediazione esperta della scuola nei rapporti con la famiglia e con lo studente.

Il Portfolio è uno strumento che va trattato con saggezza e con prudenza: si parlerà dell’alunno e lo si farà individuando e descrivendo le note positive, collocando l’attenzione sul processo piuttosto che sul prodotto.

Per il prossimo anno suggerisce argomenti quali

§       Il ruolo del referente dell’Orientamento

§       Continuità scuola primaria e scuola secondaria di I grado.

 

 

Gruppo degli insegnanti referenti dell’orientamento della scuola secondaria di primo e secondo grado, sintesi della discussione

 

La discussione all’interno del gruppo ha ripreso gli elementi significativi degli incontri precedenti per arrivare ad una possibile proposta di attività per il prossimo anno scolastico:

        orientamento come elemento fondante  del POF di ogni scuola;

        necessità della formazione di una Commissione Orientamento all’interno di ogni scuola e di una discussione sul significato del ruolo di referente;

        organizzazione di piccoli gruppi misti scuola secondaria di I  e II grado per consentire una conoscenza e una riflessione sulle caratteristiche delle Scuole Superiori (quali conoscenze, competenze, capacità in  entrata e quali in uscita).                                                                       

      Si potrebbe   anche prevedere   una presentazione  dei referenti delle Scuole Superiori ai  do-

      centi delle Scuole Medie   

        Gruppi  di lavoro misti scuola secondaria di I  e II grado per aree disciplinari

 

Dal gruppo emergono alcune esigenze forti:

        riconoscimento dell’importanza di una condivisione collegiale in ogni scuola sul significato dell’orientamento;

        necessità della realizzazione di una rete tra le scuole della provincia sul tema dell’orientamento;

        necessità di affrontate l’orientamento non solo dal punto di vista disciplinare, ma anche da quello delle competenze metacognitive, sociali, relazionali

 

 

 

Gruppo degli insegnanti referenti di orientamento in uscita della scuola secondaria di secondo grado, sintesi della discussione

 

Viene consegnato al gruppo un documento di sintesi sull’incontro del Gruppo di Coordinamento scuola/università avvenuto a Siena il 15 aprile u.s. dal quale si individuano gli orientamenti dell’UNISI per il prossimo a.s.  Si nota soprattutto la disponibilità ad articolare le giornate di orientamento in modo diverso e la richiesta che anche i docenti del superiore siano ben informati sui nuovi percorsi universitari.

 

Viene riferito della positiva esperienza di due classi quinte Liceo Scientifico con il progetto OrientaIngegneria: gli studenti hanno superato i test ed acquisito crediti universitari.

Si fa, inoltre, notare che probabilmente una parte della confusione che si è generata durante la giornata di orientamento univ. è dovuta ad una mancanza di adeguata preparazione preventiva.  Tra i compiti del referente per l’orientamento di una scuola ci dovrebbe essere anche quello di sensibilizzare i colleghi.

 

La dott.ssa Morelli invita i presenti a riflettere con i propri dirigenti sul ruolo del referente.  Non è da trascurare la considerazione  sul ritardo dell’Italia in ambito scientifico che è da imputare alla carenza, a monte, di competenze logico-linguistiche.  Aggiornarsi su nuove metodologie (Didattica Breve)

 

Altri docenti confermano che dai docenti universitari di Siena più volte è stata fatta presente l’esigenza di creare un gruppo di docenti degli istituti superiori informati/formati che lavorino sulle classi per un corretto orientamento.

 

 

 

 

Si chiede che  per il prossimo a.s. si prevedano spazi diversi per l’orientamento universitario, mantenendo un’unica giornata.

 

Sarebbe opportuno, secondo alcuni, pensare anche alle facoltà che a Siena non ci sono per favorire un’informazione anche per le famiglie che ancora comunque svolgono un ruolo importante nelle decisioni dei figli.

 

Alcuni docenti chiedono di soffermarsi anche a considerare di come preparare gli studenti ad affrontare il percorso universitario, con i suoi ritmi e scadenze.

Vengono fatte notare le difficoltà che alunni del liceo classico possono incontrare nei test di selezione per la facoltà di medicina. 

C’è il serio rischio che negli studenti si generi un rifiuto per alcune discipline di cui non si coglie l’immediato valore propedeutico al percorso universitario.

Sarebbe il momento di pensare ad un’inversione nei “rapporti di potere” tra università e superiore.

 

L’esperienza fa dire ad alcuni docenti che in ambiente universitario l’accoglienza non è omogenea, spesso si notano diversità di approccio da facoltà a facoltà; questo è un aspetto che andrebbe condiviso.

 

Si chiede che il ruolo di coordinamento svolto tra il CSA di Gr e l’Ateneo di Siena non si esaurisca.  Si conviene che è bene che i contatti avvengano non tra singole istituzioni scolastiche e singole facoltà, ma tra CSA e Ufficio Orientamento dell’Università.

 

Si nota che da questo gruppo, per mancanza di tempo, è stato completamente trascurato l’orientamento al lavoro e si chiede che sia tra i primi punti ad essere affrontato all’inizio del prossimo a.s..

 

I presenti chiedono per il futuro che il gruppo si concentri maggiormente sull’aspetto operativo.

Nelle scuole sarà necessario prevedere spazi più ampi (anche prendendo in considerazione le ore pomeridiane) per pianificare e organizzare le attività all’interno delle scuole.

Si chiede in questo senso un’opera persuasiva da parte del Dirigente del CSA nei confronti dei dirigenti scolastici

 

 

 

Conclusioni

 

La giornata si è conclusa con la presentazione  della bozza del documento “Prime linee per un …Accordo di collaborazione [protocollo di intesa] relativo agli intenti, alla condivisione, al sostegno e alla promozione di azioni in materia di orientamento

Ogni referente si è assunto il compito di rivedere il documento e di inviare le proprie osservazioni al CSA entro l’8 giugno 2005.