Ufficio Scolastico Provinciale di Grosseto
Gruppo orientamento
UNA RETE PER ORIENTARSI E ORIENTARE
Sintesi dell’incontro del 26 ottobre 2006
Giornata di Formazione
APERTURA DEI LAVORI
ALFONSO GRECO (Dirigente U.S.P. Grosseto)
L’idea forte del nostro progetto è la costituzione della rete tra scuole, che consente la condivisione di obiettivi, strumenti, metodologie. La scuola si apre al territorio, ne analizza i bisogni formativi e costruisce il proprio bagaglio culturale. Se la scolarizzazione in Italia è quasi al 100%, diventa essenziale guardare alla qualità del percorso didattico per potenziare le “capacità” orientative di ogni allievo.
GABRIELLA PAPPONI MORELLI (Responsabile Provinciale Orientamento)
L’OCSE ha messo in evidenza che la scuola italiana ha bisogno di un “ripensamento” per rendere competitive sul profilo delle conoscenze le nuove generazioni, gli adulti e tutti noi.
La scuola deve acquisire una propria identità, non deve essere considerata come una “terra di conquista”, ma deve intessere alleanze con il territorio: il POF deve diventare il frutto della collaborazione tra la scuola e l’intera comunità educativa.
La scuola va intesa coma facilitatore della costruzione del progetto di vita degli individui.
L’orientamento non diventa appannaggio di una disciplina, ma è trasversale al processo di apprendimento/insegnamento; non coincide con le discipline, ma “va oltre”.
Per costruire il processo di orientamento diventa essenziale costruire “alleanze paritarie” con gli enti e le agenzie del territorio. A livello provinciale stiamo formalizzando alleanze con:
▪ Provincia, gli accordi con il settore istruzione finanzieranno il programma di formazione
▪ ASL, organizzazione di un incontro (13 dicembre 2006) tra i referenti dell’intercultura e dell’orientamento e gli operatori sanitari per un primo confronto tra le azioni specifiche realizzate sul territorio
ORIENTARE L’ORIENTAMENTO: PERCORSI FORMATIVI, STRUMENTI, ESPERIENZE A CONFRONTO (Paola Brunello, Simone Giusti)
Il ruolo del referente come risorsa per la scuola autonoma
Finalità:
Migliorare l’efficacia e l’efficienza degli interventi di orientamento nelle scuole della provincia
Obiettivi:
▪ Conoscere le risorse normative
▪ Essere capaci di individuare i bisogni e le risorse della scuola nel contesto territoriale di appartenenza
▪ Essere capaci di agire all’interno della rete territoriale
▪ Essere capaci di valutare progetti e strategie di orientamento
Contenuti:
▪ Il ruolo del referente come risorsa per la scuola autonoma: mansioni e competenze
▪ Le fonti legislative del ruolo del referente
▪ Le figure professionali per l’orientamento
▪ Una definizione degli obiettivi e degli strumenti (aspettative e vincoli)
▪ Le risorse per l’orientamento a scuola e sul territorio
▪ La normativa regionale e le risorse dell’U.E. (Regione, Provincia, agenzie formative)
▪ Progetti di orientamento: studio di casi e analisi SWOT
Destinatari:
un insegnante per ciascuna autonomia scolastica della provincia di Grosseto
Struttura del percorso:
Il corso si articola in 20 ore di aula (5 lezioni di 4 ore )
▪ 8 ore di lezione frontale e lavoro di gruppo
▪ 12 ore di studio di casi
da dicembre 2006 a febbraio 2007
Pensiero Scientifico: strategie di sviluppo dall’infanzia al superiore
Lavorare sul “pensiero scientifico” significa partire dal presupposto che le caratteristiche di tale metodo “… trasversalità, creatività, curiosità, problematizzazione, senso critico …” afferiscono a tutte le aree disciplinari.
Scuola dell’infanzia
L’educazione scientifica fornisce l’occasione per dare espressione alle più autentiche esigenze dei bambini nell’ambito della conquista dell’autonomia, della costruzione e dell’esplorazione del reale.
Scuola Primaria
Lo sviluppo del pensiero scientifico contribuisce all’acquisizione di quella dimensione della personalità che può essere indicata come atteggiamento scientifico e metodo scientifico di fronte ai problemi più urgenti della vita quotidiana
Scuola Secondaria di primo grado
Osservare un fenomeno deve essere accompagnato dal raccontare e dalla descrizione individuale di ciò che si è visto e capito. Il confronto e la discussione con gli altri consentono alla narrazione di far “crescere” i concetti
Scuola Secondaria di secondo grado
L’obiettivo fondamentale è la comprensione di alcune grandi teorie scientifiche, che possono essere comprese soltanto all’interno di un’impostazione problematica, quale può essere garantita dalla loro contestualizzazione.
Diventa necessario prevedere un percorso di formazione rivolto ai docenti che prenda in esame:
▪ i paradigmi del pensiero scientifico
▪ il metodo scientifico
▪ quali applicabilità nei diversi settori della conoscenza umana
Orientamento narrativo: una metodologia di orientamento per la scuola
L’orientamento narrativo è l’unica metodologia di orientamento nata e cresciuta in Italia. Nel 2004 è stata individuata come una buona pratica di orientamento dall’ISFOL (Percorsi di orientamento. Indagine nazionale sulle buone pratiche, ISFOL 2005). Al convegno ISFOL del 2005 è stata presentata al pubblico internazionale.
Obiettivi:
▪ Conoscere e accettare se stessi
▪ Saper programmare e programmarsi
▪ Farsi un quadro di valori
▪ Saper decidere
Punti di forza:
▪ è adeguato al contesto scolastico
▪ aiuta a instaurare un rapporto positivo con il gruppo classe, poiché lavora con materiali e strumenti vicini alla cultura di appartenenza degli alunni
▪ è coerente con le finalità stesse del percorso educativo e va quindi ad affiancare il lavoro del consiglio di classe;
▪ ha un forte impatto sulla motivazione e sulle dinamiche di relazione;
▪ attraverso il lavoro di testualizzazione consente di lavorare secondo una logica progettuale e di elaborare dei prodotti che si presentano come dei veri e propri “manufatti del sé e del gruppo”
ALTRE AZIONI PER L’A.S. 2006-07
- organizzazione delle giornate universitarie
- organizzazione del Progetto “Cento Classi” e del Progetto “POMUS” con l’Università di Siena
ALCUNI SPUNTI DALLA DISCUSSIONE
- Predisporre un report che raccolga le buone pratiche delle istituzioni scolastiche in relazione ai progetti “Per-corsi Qualità”, “POMUS”, “Cento Classi”, ecc.
- Predisporre un portfolio delle competenze dei referenti per l’orientamento
- Approfondire il metodo dell’orientamento narrativo come pratica da diffondere tra i docenti
- Necessità di socializzare le metodologie dell’orientamento: l’orientamento è uno stile educativo ed ogni progetto in merito deve essere collegato all’utenza e al territorio
LAVORI DI GRUPPO
1) L’orientamento universitario e al lavoro (gruppo scuola secondaria di II° grado)
Coordinatori: D. Giovannini, S. Pastorelli, L. Pierangioli
Vengono comunicate le date delle giornate universitarie: 10-11 gennaio 2007. Sarà presente anche l’Università per Stranieri di Siena. Tenuto conto del feed back delle giornate dello scorso anno è stato chiesto ai responsabili dell’Ufficio Orientamento dell’UNISI che i docenti partecipanti siano almeno più di uno per facoltà, motivati all’iniziativa ed in grado di informare sull’intera offerta delle facoltà.
Alcuni dei presenti fanno presente che agli studenti e ai colleghi coinvolti nell’orientamento si possono far conoscere opportunità alternative all’ateneo senese, in particolare per corsi di laurea innovativi, per Istituti di Alta Formazione Artistica …, collegandosi …..
Per attuare una più attuale modalità di orientamento al mondo del lavoro si renderebbe necessaria una formazione congiunta di operatori della scuola e del mondo produttivo generalmente inteso.
Una breve riflessione viene dedicata anche al Decreto 47/06 sulla quota del 20%; la recente normativa offrirebbe spazi adeguati per un miglioramento della conoscenza diretta del tessuto economico produttivo culturale del territorio e nello stesso tempo l’opportunità per rivedere in un’ottica di rinnovamento dei profili formativi di uscita i curricoli scolastici.
Il gruppo si sofferma anche sulla considerazione che potrebbe essere riduttivo continuare a presentare agli studenti il concetto di “orientamento al lavoro” come qualcosa di “terminale”; le stesse istituzioni scolastiche, in quest’ambito, dovrebbero farsi portatrici dello sviluppo della cultura della “formazione continua”.
2) L’orientamento nel passaggio tra la scuola secondaria di I° e II° grado (gruppo scuola secondaria I° e II° grado)
Coordinatori: P. Brunello, P. Egisti
La discussione mette in evidenza che le scuole superiori stanno già attivando i contatti con le scuole secondarie di I grado. Tutti concordano sulla necessità di privilegiare l’organizzazione di percorsi in continuità da effettuarsi con gli alunni di terza media che mettano in luce le caratteristiche dei diversi istituti superiori. Rimangono, comunque, le iniziative di scuola aperta e la possibilità di effettuare visite alle scuole superiori e colloqui con i docenti. In particolare, appare significativo segnalare la costruzione di reti tra le Istituzioni scolastiche della Zona dell’Amiata e tra quelle della Zona del Monte Argentario. Si rileva la difficoltà di organizzare tutte queste iniziative visto l’alto numero degli studenti che dovrebbero partecipare alle azioni promosse dagli istituti superiori.
Si concorda sulla necessità di inserire sul sito dell’Orientamento dell’USP i materiali prodotti dalle Istituzioni Scolastiche di II grado in modo da renderne immediato l’accesso e si prevede di concordare una scheda per catalogare tali materia, utilizzando indicatori e chiavi di lettura omogenei.
3) Pensiero scientifico: strategie di sviluppo dall’infanzia al superiore (gruppo scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di I° e II° grado)
Il gruppo è chiamato a formulare proposte per un corso di formazione per docenti sul pensiero scientifico.
Alcune colleghe riferiscono delle iniziative in cui sono coinvolte quest’anno proprio sulla metodologia scientifica:
- “Continuando …… l’orientamento” con l’Ufficio Scolastico Regionale dellaToscana
- “Life skills” con l’ASL di Grosseto.
Le docenti ritengono che queste esperienze, come quella illustrata dal dirigente scolastico Gambula nel suo intervento dell’8 febbraio scorso, possano costituire “studio di casi” nel futuro corso di formazione che dovrebbe essere rivolto a docenti di tutte le aree disciplinari in quanto si parte dalla considerazione che immaginazione, creatività, curiosità, problematizzazione, ricerca dell’errore, senso critico ….. siano un presupposto fondamentale per la formazione della personalità culturale dell’alunno.
Il corso dovrebbe poi essere strutturato con una parte teorica, ma soprattutto con lavori di gruppo in cui i docenti siano impegnati in maniera attiva e costruttiva.
Ben venga inoltre la possibilità di far intervenire in un paio di incontri, scienziati le cui capacità di divulgazione siano note a livello nazionale (Odifreddi, Bernardini, Girello, Hack, Bottazzini …..).