
Gruppo orientamento
UNA RETE PER ORIENTARSI E ORIENTARE
Sintesi dell’incontro dell’ 8 febbraio 2006
Giornata di Formazione
Giancarlo Gambula La riforma
della scuola: nodi problematici
La Riforma prevede:
|
Curricolo come costruzione di percorsi di
apprendimento che si realizzano attraverso lo scambio |
Personalizzazione come tentativo di dare risposte
ad personam. È opportuno costruire percorsi ascrivibili a gruppi di destinatari come modalità sostenibile della
personalizzazione |
In merito alla personalizzazione, Baldacci[1]
distingue:
In questo ambito diventa significativa la sussidiarietà pedagogica, in quanto la
famiglia è ritenuta protagonista nella costruzione del percorso formativo. La
famiglia rappresenta la domanda formativa
a cui deve corrispondere la capacità progettuale, integrata con il
territorio, della scuola (offerta formativa).
La didattica
laboratoriale diventa un elemento fondate, anche se la riforma le affida un
ruolo secondario, in quanto può essere pervasiva ed utilizzata anche durante
le attività relative alle ore curricolari ed è decisiva nell’orientamento.
È necessario costruire percorsi
in continuità attraverso una progettazione modulare che integri il curricolo
basato sulle competenze – dalle conoscenze dichiarative alle conoscenze
procedurali - con il piano di studi
personalizzato.
Partendo dal presupposto che il
sapere si costruisce attraverso lo
scambio (costruttivismo), appare evidente che la didattica debba partire dai
problemi reali e che la conoscenza debba essere prima constestualizzata nell’esperienza
reale e poi trasformata in astrazione.
Ecco che la didattica diventa problematizzante.
La
didattica problematizzante
Individuare le unità di informazioni fondamentali
Catalogare, classificare, correlare le unità di informazioni
OBIETTIVI
Formulare ipotesi
Risolvere i problemi
Domenici[2]
introduce il concetto di modulo, modello che consente di coniugare il curricolo
per competenze con il PSP e si affida ad obiettivi centrati sul disciplinare e
sulla problematizzazione.
In questo quadro orientare diventa identificabile con la capacità di scegliere:
E’ necessario sviluppare la
cultura del lavoro e del prodotto (inteso come ogni dato-situazione che
consente di fare il punto della situazione) attraverso una forte progettualità
à quali prodotti a conclusione del progetto
bisogni – obiettivi – prodotto
Il prodotto deve essere
“predefinito” sulla base di standard di qualità: vanno individuati criteri per
definire il prodotto
Il confronto tra
modello/standard ed il prodotto svolto dall’alunno consente una riflessione
metacognitiva.
PORTFOLIO diventa
lo strumento principale della valutazione (mastery learning[3]),
attraverso una triangolazione efficace tre docente – alunno – famiglia:
costruire un percorso insieme che renda partecipi tutti del percorso da fare,
dei criteri per valutare,
del prodotto da conseguire.
L’alunno, in questo modo, ha la
possibilità di rendersi conto dei salti qualitativi del proprio apprendimento .
PECUP (vedi slide[4])
Identità
à conoscenza
di sé attraverso i modelli di Goleman[5]
e di Morin[6]
Correlazione con le Unità Formative
Capitalizzabili (UFC) – ISFOL
È
necessario costruire una scuola come
e non solo come luogo di
trasmissione della conoscenza.
Strumenti
culturali
à OSA nel rapporto tra Riforma e Autonomia
Convivenza
civile
à nell’ottica dell’inclusione e
della partecipazione
L’apprendimento deve essere
significativo (Ausubel[7])
per affinare le capacità critico-logiche e di rielaborazione e per collegare la nuova
informazione a concetti rilevanti già posseduti, preesistenti nella struttura
cognitiva della persona
|
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Apprendimento meccanico |
Apprendimento significativo |
|
Apprendimento per ricezione |
L’informazione
è presentata nella sua forma definitiva e il discente la deve solo memorizzare |
L’informazione
è presentata nella sua forma definitiva e il discente la mette in
correlazione con le informazioni pregresse |
|
Apprendimento
per scoperta |
Il
discente perviene per scoperta autonoma ad almeno parte dell’informazione e la deve solo memorizzare |
Il
discente prende conoscenza in modo autonomo dell’informazione e la mette in
relazione con la sua struttura cognitiva |
OSA
à livelli essenziali di prestazione, conoscenze e
abilità disciplinari, da
contestualizzare rispetto agli alunni
OBIETTIVI FORMATIVI
à
compiti di apprendimento accessibili, traguardi
significativi
Capacità
à intese come potenzialità
Conoscenze
à intese come insieme di
informazioni, nozioni, dati, principi, regole di
comportamento, teorie,
concetti codificati e conservati
Abilità à intese come “che cosa sa fare con le conoscenze
Competenze
à intese come trasferire in altri
contesti: fare-pensare-agire
Ologramma
à correlazione tra il “particolare”
ed il tutto e viceversa
Anche se le discipline assumono sempre valenza formativa delle
singole dimensioni della persona umana, occorre tenere presente che in ciascun
aspetto c'è il tutto (ologramma),
c’è la persona umana, l'uomo come tutto
(sistema integrato)
UNITA’ DI APPRENDIMENTO
à caratterizzata da obiettivi formativi per conseguire
determinate
competenze
[1] M. Baldacci, Personalizzazione o individualizzazione?, Erickson, Trento, 2005
[2] G. Domenici, L’organizzazione didattica modulare,Roma 1989
G. Domenici, Manuale dell’orientamento e della didattica
modulare, Laterza, Bari-Roma, 1998
[3] Mastery Learning
àQuando
si parla di individualizzazione
dell'insegnamento, di personalizzazione del curricolo, di organizzazione
flessibile, di attenzione alla variabile tempo, non si può non avere come
riferimento la teoria del mastery learning, così come è stata classicamente
elaborata da Bloom e Carrol. E' noto il nucleo concettuale di tale teoria: se
si offre a ciascuno il tempo di apprendimento che gli è necessario, sarà
possibile per ogni alunno raggiungere la padronanza negli obiettivi proposti.
Il buon apprendimento è visto come ottimizzazione del rapporto tra il tempo che
è necessario a ciascun alunno e il tempo reale che l'insegnante concede. La riforma della scuola presenta come idea
guida la volontà di garantire il successo scolastico di ogni alunno, e questo è
possibile solo realizzando una scuola su misura. Una istituzione scolastica che
ha autonomia di organizzarsi e di operare scelte didattiche non derivanti da
direttive "centrali" si trova davanti a questa sfida, con la
responsabilità di farvi fronte, con l'ambizione di tentare.
[5] D. Goleman, , Intelligenza emotiva, Rizzoli
[6]
E. Morin,
La testa ben fatta. Riforma
dell’insegnamento e riforma del pensiero, Cortina, MI, 2000
E. Morin, I sette saperi necessari all’educazione del
futuro, Cortina, MI, 2001
[7] Ausubel , Educazione e processi cognitivi. Guida psicologica per gli insegnanti, Milano, F. Angeli, 1987