
Gruppo
orientamento
COSTRUIAMO INSIEME UNA RETE PER
ORIENTARSI E ORIENTARE
Sintesi dell’incontro del 30 marzo
2006
Il 30 marzo 2006 si è tenuto il
terzo appuntamento con i referenti per l’orientamento delle Istituzioni
Scolastiche della Provincia di
Grosseto.
La dr.ssa
Viste le tematiche che saranno
discusse oggi nei diversi gruppi la dr.ssa
In considerazione dell’importanza
degli Enti Locali nella politica dell’orientamento scolastico non solo perché
previsto dalla normativa ma in quanto sostanziale in un’ottica di lavoro
operativo integrato, la dr.ssa
Infine la dirigente scolastica
sollecita i presenti a formulare proposte per corsi di formazione che
coinvolgano
I referenti, in base a una scelta
concordata precedentemente, si dividono in gruppi per discutere
su:
Gruppo di lavoro: Rapporto tra
Curricolo e Laboratori. Sintesi della discussione.
Il gruppo è composto da docenti
referenti di scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di I grado
e scuola superiore.
Viene letta e illustrata la scheda
allegata come traccia di discussione che, anche alla luce delle esperienze
condotte nei vari istituti, possa guidare a riflessioni e proposte
operative.
Si parla dell’esperienza dei
laboratori e vari sono gli elementi che caratterizzano ogni
realtà:
·
i tempi di programmazione: i
laboratori richiedono una pratica di
programmazione puntuale e costante;
·
l’offerta va gestita in coerenza
con il P.O.F. e con il curricolo;
·
la didattica laboratoriale, può sollecitare l’adozione di metodi che
provochino negli alunni la curiosità e la motivazione, la ricerca e la scoperta,
può essere il motore di
apprendimenti attivi e facilitatore per l’ acquisizione di competenze
trasversali, riconduce ad un equilibrio tra i contenuti e il saper
fare
·
la scelta del tempo-scuola assume
una valenza se la scuola, chiarendo e confermando la sua mission, condivide con
le famiglie e gli alunni un percorso formativo.
Le criticità
I tempi per la
progettazione
I modi e i tempi della
condivisione
I modi e i tempi della
continuità
Le proposte
Individuare competenze trasversali come valenza di
continuità tra gradi e ordini diversi
Fare laboratori, coerenti con gli
obiettivi formativi del curricolo
Acquisire conoscenza sulla
didattica laboratoriale – cooperativa ( formazione) e sul metodo
scientifico.
Gruppo di lavoro: Metodo
scientifico. Sintesi della discussione.
Abbiamo letto insieme alcuni
passaggi significativi della relazione del dr. Gambula relativamente a quanto
aveva detto sulla metodologia della scienza nel suo intervento dell’8 febbraio
scorso.
Il gruppo ha così condiviso
che quanto espresso da Gambula sul
metodo scientifico:
è trasversale a tutte le
aree/discipline.
Il partire dalla
problematizzazione è una caratteristica delle esperienze educative presentate da
alcune delle insegnanti presenti e ritenuta una strategia valida da tutto il
gruppo.
Dalla discussione è emerso anche
che non bisogna tralasciare alcuni paradigmi odierni propri della metodologia
scientifica ma non solo di essa:
Questo ultimo punto si riferisce
al fatto che fare scienza significa anche indurre atteggiamenti etici quali la
disponibilità al confronto, a modificare le proprie convinzioni, la capacità di
lavorare in team, il rispetto per tutti gli esseri viventi, l’apprezzamento
degli ambienti naturali e l’impegno attivo per la loro
salvaguardia.
Sono però emersi alcuni punti
problematici per la realizzazione
di una didattica che metta da parte la nozione di verità assoluta per
privilegiare la dimensione dell’ipotesi, della scoperta, dell’atteggiamento
critico:
Prima della conclusione della
riunione il gruppo formula una proposta di formazione per tutti i referenti
dell’orientamento.
Tale proposta parte dal presupposto che le
caratteristiche del metodo scientifico (trasversalità, creatività, curiosità,
problematizzazione, senso critico..…) riguardano tutte le aree disciplinari e
quindi le insegnanti presenti propongono non un corso di formazione “settoriale”
ma rivolto a tutti i docenti su quello che sono i paradigmi del pensiero logico.
Dovrebbe cioè essere un corso caratterizzato sì da un discorso sulla scienza ma
soprattutto su cosa si intende oggi per metodo scientifico e sulla sua
applicabilità nei diversi settori della conoscenza umana.
Gruppo di lavoro: Rapporto tra
individualizzazione e personalizzazione. Sintesi della
discussione.
Il gruppo è partito dall’analisi
di queste due definizioni:
INDIVIDUALIZZAZIONE
-
è intesa come insieme di strategie
didattiche che mirano ad assicurare a tutti gli studenti il raggiungimento delle
competenze fondamentali del curricolo, attraverso una diversificazione dei percorsi di
apprendimento;
-
ha lo scopo di
fare in modo che certi traguardi siano raggiunti da tutti;
-
prevede obiettivi comuni per tutti
PERSONALIZZAZIONE
-
è intesa come
insieme di strategie didattiche finalizzate a garantire ad ogni studente una propria eccellenza
cognitiva, attraverso la possibilità di coltivare le proprie potenzialità
intellettive;
-
è finalizzata a fare in modo che ognuno
sviluppi propri personali talenti;
-
prevede
obiettivi diversi per ciascun
caso
Vengono, quindi, presentate alcune azioni svolte dalle
scuole da cui emerge che mentre i
docenti si sentono sufficientemente attrezzati per svolgere attività
individualizzate, ci sono ancore molte incertezze rispetto alla
personalizzazione degli interventi.
Appare opportuno evidenziare
alcuni punti forti della discussione:
·
importanza del lavoro per gruppi
di livello
·
importanza della analisi e della
gestione degli stili di apprendimento e dell’utilizzazione delle conseguenti
strategie di insegnamento
·
importanza della gestione del
clima relazionale all’interno del gruppo classe
·
che consentono una prima
riflessione sulla personalizzazione intesa come “personalizzazione del metodo”
attraverso strategie di insegnamento diversificate e una programmazione per
moduli trasversali.
Il gruppo individua nella
formazione dei docenti un nodo essenziale per affrontare le questioni in
oggetto. In particolare, si individuano alcune tematiche:
-
programmazione/attività per
moduli
-
approfondimenti per aree
disciplinari
-
competenze
relazionali
-
stili di
apprendimento
ma soprattutto si evidenzia la necessità
che la formazione preveda, oltre a momenti di approfondimenti teorico, la
costruzione di percorsi guidati che consentano la supervisione/consulenza degli
esperti nella pratica quotidiana, in modo da effettuare una riflessione e un monitoraggio continuo
delle attività svolte.
Gruppo di lavoro: Cultura del
prodotto. Sintesi della discussione.
DUE ORDINI DI
PROBLEMI
A partire dalla definizione di
prodotto offerta al gruppo come spunti di riflessione, sono emersi fin dal
principio della discussione due ordini di problemi:
1) Scarsa capacità da parte della
scuola di rendere i ragazzi consapevoli di ciò che sono e di ciò che sanno (in
particolare, difficoltà nel percepire se stessi come “prodotti” di un processo
di crescita o di cambiamento). La scuola – in particolare la superiore di
secondo grado – sembra non fornire competenze di
autovalutazione.
2) Difficoltà nella costruzione
condivisa di un portfolio, con particolare riferimento alla individuazione di
criteri e indicatori relativamente ai prodotti del processo educativo e alle
prestazioni.
QUALE CULTURA DEL
PRODOTTO
Da questi problemi discendono due
differenti declinazioni della cultura del prodotto:
1) Il prodotto come conclusione di un
progetto: qualcosa di
2) Il prodotto come profilo in
uscita, ovvero come risultato di cambiamento delle competenze e delle conoscenze
di un alunno.
PER UNA DIDATTICA DEL
PRODOTTO
Una didattica del prodotto è una
didattica capace di gestire il processo educativo con gli strumenti della
programmazione (sa lavorare per Unità di Apprendimento). Ciò rappresenta un
problema soprattutto per la scuola superiore.
Una didattica che condivide con
tutti i partecipanti al processo educativo il controllo del processo stesso (il
monitoraggio), rendendo così palesi nel loro svolgersi tutti gli elementi del
processo.
CARATTERISTICHE E VALENZA
ORIENTATIVA DI UNA DIDATTICA DEL PRODOTTO
1) E’ intenzionale: conferisce dunque
un senso al processo formativo e motiva all’apprendimento.
2) Integra discipline e
competenze.
3) Fornisce strumenti per
l’autovalutazione.
4) Rende conto
pubblicamente
5) Intanto,
chiariamo cosa intendiamo con il termine “prodotto”.
Intendiamo
un risultato finale del processo progettual-educativo che non consista soltanto nell’intimo apprendimento conseguito da ogni studente bensì,
anche, in
qualcosa di
Gruppo di lavoro: Orientamento al
lavoro. Sintesi della discussione
Vengono forniti ai presenti i seguenti
documenti:
·
Mappa concettuale
·
Repertorio
normativo
·
Stampa del D. Lgs n. 77 del 15
aprile 2005 “Definizione delle norme generali relative all’alternanza
scuola-lavoro”.
La discussione inizia con una
riflessione su quanto detto dal D.S.
Si fa notare da alcuni
rappresentanti di scuole accreditate come sedi operative di agenzie formative
come difficilmente, su bandi relativi al FSE, vengano accolti progetti di formazione
dei formatori.
Rispetto all’argomento oggetto del
gruppo di lavoro due i temi trattati:
*
Alternanza
Scuola-lavoro: si
evidenziano le seguenti necessità e problematiche
·
Adeguata formazione dei
docenti
·
Qual è allo stato attuale la
consapevolezza in tema da parte delle aziende; quale formazione è ipotizzabile per
gli operatori aziendali
·
Necessariamente le Ass.ni di
categoria devono fare da tramite-ponte con le aziende
·
Quali risorse finanziarie/umane
possono essere reperite
·
L’attività sarà a campione/ a
classi intere?
*
L’orientamento nelle istituzioni
scolastiche: si
evidenziano le seguenti necessità e problematiche
·
La scuola deve controllare le
percentuali di inserimento lavorativo coerente con il profilo
formato
·
I docenti devono conoscere i
“nuovi lavori”
·
Quale livello di coinvolgimento
delle famiglie per l’orientamento alla professione?
·
La formazione docenti va virata
alla DIDATTICA ORIENTATIVA, di cui si ha ancora molta poca coscienza da parte dei docenti